Consigli per investire, impariamo ad investire in modo sicuro

Il modello di Shiller è un semplice modello di portafoglio basato su un indicatore creato dal prof. Robert Shiller della Yale University.

Questo è un portafoglio la cui componente azionaria varia tra il 40% e l’80% ed è quindi adatto a coloro che desiderano una crescita significativa nel tempo e che sono, parimenti, disponibili ad accettare una buona dose di rischio. Per dare un’idea del rendimento e del rischio che occorre sopportare diciamo che del 1988 al 2015 il portafoglio composto secondo queste regole ha avuto un rendimento annuo di circa il 10%, nell’anno migliore ha guadagnato il 31% e nel peggiore ha perso il 4% mentre il massimo drawdown (ovvero la diminuzione massima del valore del portafoglio) è stata del 18%. Per effettuare un confronto i valori per l’indice di riferimento, ovvero lo Standard & Poor 500 ha reso oltre il 10%, il miglior rendimento è stato del 38%, la perdita nell’anno peggiore è stata del 37% mentre il massimo drawdown è stato del 51%.

In termini di cifra assoluta diciamo che investendo 10.000 dollari nel 1988 sarebbero diventati 139 mila col nostro portafoglio e 155 mila investendo sull’indice a prezzo di un rischio oltre due volte e mezza superiore.

Il portafoglio si basa sul cosiddetto “PE10 ratio” che è una misura della valutazione del mercato basata sugli EPS (Earnings Per Share) normalizzati sui dieci anni per tener conto sia dell’inflazione sia della ciclicità di alcuni business.

Gli EPS non sono altro che gli Utili per Azione ed indicano, grossolanamente, quanto può rendere investire in un’azione: non hanno nulla a che fare con i dividendi che invece rappresentano quanto viene distribuito agli azionisti. Da questo indice è stato ricavato un modello di investimento basato su due soli asset ovvero un ETF azionario sul SP 500 (il mercato statunitense che in pratica rappresenta il mercato mondiale) e un ETF obbligazionario globale. In funzione del valore di questo PE10 definiremo l’asset allocation complessiva.

Per un PE10 maggiore di 22 si ha un 40% di azionario e 60% obbligazionario;

Per un PE10 tra 14 e 22 si ha un 60% di azionario e 40% obbligazionario;

Per un PE10 inferiore a 14 si ha un 80% di azionario e 20% obbligazionario;

Il modello va applicato ogni anno ma, in presenza di significative variazione dell’indice, la composizione del portafoglio può essere variata mensilmente.

Come si vede nella figura a lato, negli ultimi dieci anni il modello ha realizzato un rendimento annuo lordo dell’8,67% con un drawdown massimo del 18,42% a fronte di un mercato azionario che ha realizzato un 7,31% con un drawdowm del 50,95% e di un mercato obbligazionario i cui valori sono rispettivamente del 4,81% e del 9,11%: in pratica a fronte di un rischio doppio rispetto alle obbligazioni si ha un rendimento doppio e anche superiore al mercato azionario puro.

Realizziamo questo portafoglio con i due ETF “AMUNDI S&P500 EUR HEDGED DAILY UCITS ET” e “DB X-TR II BAR GL AGG EUR H UCITS ETF 5”, entrambi negoziati alla Borsa di Milano che hanno un costo rispettivamente dello 0,28% e dello 0,20% oltre al costo della transazione, di norma intorno ai 10 € per cui i rendimenti indicati devono ragionevolmente essere ridotti di uno 0,5 – 1% in funzione della cifra investita (maggiore è la cifra investita minore sarà l’incidenza del costo della transazione).

L’abbonamento a questo portafoglio da diritto a ricevere mensilmente la composizione calcolata e quella suggerita in funzione della variazione dell’indicatore utilizzato nonchè il confronto con l’indice di riferimento e portafogli simili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *